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SERVIZI, PRODOTTI, CONSULENZE, E ALTRO ANCORA ...


Pagine Vegan è la prima esperienza italiana di incontro del mondo vegan al lavoro. E’ una piazza, virtuale in quanto online ma reale quanto a possibilità offerte: conoscenza, comunicazione e business. Conoscere e farsi conoscere, trovare e scegliere servizi, prodotti, consulenze, che non si basano sull’utilizzo degli Animali, compagni di cammino su questa Terra e non cose, mezzi o merce. Il nostro motto: “Affinché i rapporti tra Animali e Umanità non siano mai più quelli tra sfruttato e sfruttatore“.

 

www.paginevegan.it


AFFIDAMENTI


Anime invisibili

Chi sono le Anime Invisibili?

Ci sono cani che fin da cuccioli conoscono il freddo cemento tra le sbarre di una gabbia di canile.
Ci sono cani che passano un'intera vuota esistenza tra le sbarre di una gabbia di canile.
Ci sono cani che muoiono tra le sbarre di una gabbia di canile.
Cani che non hanno mai trovato una casa, che nessuno ha mai scelto, a cui nessuno ha mai dato la libertà.
Loro sono le anime invisibili.

Prima di comprare un cucciolo pensiamo ai tanti cani invisibili che non vedranno mai al di la di quelle sbarre.
Adottare un cane di canile, soprattutto già adulto, accogliendolo nella propria casa per dargli amore e serenità dopo lunghi e bui anni di canile, è un grandissimo gesto d'amore.

Non lasciamo morire da soli tra le sbarre, queste anime invisibili.

www.animeinvisibili.it



ALIMENTAZIONE



Sai cosa mangi?
Dalla fabbrica alla forchetta

Il sito Dalla fabbrica alla forchetta - Sai cosa mangi? è stato realizzato in modo specifico per far conoscere tutte le atrocità che stanno dietro (e dentro) gli allevamenti di animali, e per invitare al cambiamento del proprio stile di vita verso uno stile di vita veg*ano, ed essere d'aiuto a chi vuole far cambiare le cose.

Il sito espone le ragioni del vegetarismo attraverso le scelte che ne stanno alla base, scelte che sono etiche, ecologiche, sociali, salutistiche ed economiche. Contiene inoltre una mostra fotografica e anche uno Starter-kit Vegetariano per aiutare chiunque voglia diventare veg*ano, ma... non sa come fare!

Tutto il contenuto del sito, più i filmati di allevamenti e macelli non pubblicati sul sito, è disponibile su CD-ROM. Il CD può essere richiesto scrivendo a: info@SaiCosaMangi.info.

 


S.S.N.V. - Onlus


Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana


Sul sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana potete trovare materiale informativo sulla Nutrizione Vegetariana: pubblicazioni medico-scientifiche in lingua originale con relativa traduzione Italiana, indicazione di testi specialistici e letture per approfondire le conoscenze sul Vegetarismo, notizie scelte, ricette vegetariane e vegan, corsi on-line di approfondimento sulle basi scientifiche della Nutrizione Vegetariana e la possibilità di porre domande a Specialisti su tutti i problemi legati alla Nutrizione Vegetariana. Le risposte vengono inviate al richiedente e pubblicate - nel rispetto della privacy - in una apposita sezione del sito.

Per chi volesse approfondire i vari filoni della Ricerca nel campo della Nutrizione Vegetariana è disponibile una vasta Bibliografia, collegate con abstract e articoli on-line disponibili nell'archivio di PubMed.

Tra gli argomenti medico-scientifici trattati nel sito relativi all'Alimentazione Vegetariana, segnaliamo:


Aspetti Nutrizionali dell'Alimentazione Vegetariana

Gravidanza, Allattamento, Infanzia

Attività Sportiva

Malattie Cardiovascolari

Malattie Neurologiche

Tumori

Malattie Metaboliche

Malattie Reumatiche

Studi Epidemiologici

 

                                                                             www.scienzavegetariana.it



Ricette Vegan


Centinaia di ricette Vegan su Internet


Vegan 3000 è il primo sito italiano di Ricette e Alimentazione Vegan - on line dall'anno 2000.


www.vegan3000.info/


Vegan Italia


Comunità online dei Vegan italiani


Vegan Italia, comunità online dei vegan italiani. Associazione e portale per la diffusione del veganismo in Italia!


www.veganitalia.com


AMÌ®


Alimentazione Vegetariana per Cani e Gatti


La AMÌ® s.r.l. si occupa esclusivamente di commercializzazione di alimentazione vegetariana/vegan per cani e gatti (pet-food cruelty free). Attualmente sono disponibili due tipi di croccantini vegetariani: AMÌ DOG e AMÌ CAT. Si tratta di prodotti:

  • Esclusivamente VEGETARIANI, senza cioè presenza alcuna di alimenti provenienti da animali uccisi;
  • Senza materie prime sperimentate in alcun modo su animali, quindi rispondenti all'idea antivivisezionista;
  • Oggetto esclusivamente di analisi scientifico-universitarie, senza alcun tipo di test di laboratorio su animali;
  • Senza coloranti, né conservanti, né materie prime transgeniche.

LA AMÌ® s.r.l. NON EFFETTUA IN PROPRIO, NÉ COMMISSIONA A TERZI ESPERIMENTI SU ANIMALI, TANTOMENO VIVISEZIONE. S'IMPEGNA, INOLTRE, PER IL PRESENTE E PER IL FUTURO A NON EFFETTUARE E/O COMMISSIONARE AD ALTRI ESPERIMENTI SU ANIMALI, NÉ VIVISEZIONE.

Da ricerche della AMÌ® s.r.l., condotte sin dal 1987 in collaborazione con Atenei italiani e stranieri e ambulatori veterinari, supportati quindi da rigorosa documentazione scientifico-universitaria, è emerso che non solo è possibile nutrire la maggior parte dei gatti e dei cani seguendo una dieta senza carne, ma è anche auspicabile: alcune patologie, infatti, quali le dermatiti, possono essere debellate con una dieta priva di carne e pesce. Acquistare i "comuni" alimenti per animali domestici significa inoltre sostenere la stessa industria della carne con le conseguenti crudeltà, sfruttamento, sprechi e danni ambientali che il vegetarismo, animalisti e protezionisti così fortemente contrastano.


www.aminews.net/


VIVO


Comitato per un Consumo Consapevole


VIVO è un Comitato composto da cittadini uniti dall'esigenza di realizzare progetti di consumo consapevole, per ridurre al minimo le cause della sottoalimentazione e i danni all'ambiente e agli animali.

L'obiettivo del Comitato è incoraggiare il consumo consapevole attraverso iniziative mirate a facilitare il reperimento di cibi più etici e senza crudeltà verso gli animali nel circuito della grande distribuzione, e per avvicinare ai prodotti vegan le persone che non hanno ancora preso in considerazione tale stile di vita.

Possono aderire al comitato associazioni di consumatori e associazioni che operano nel contesto sociale, gruppi di volontari, movimenti d'opinione organizzati. Si visiti il sito per conoscere e sostenere le iniziative in corso.


www.consumoconsapevole.org


CACCIA


Lega per l'Abolizione della Caccia


La Lega per l'Abolizione della Caccia (LAC) è stata fondata nel 1978. Promuove l'abolizione della caccia, la difesa della fauna, la conservazione ed il ripristino dell'ambiente, con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative ed editoriali.

È riconosciuta come associazione ambientalista dal Ministero dell'Ambiente ai sensi della Legge 8 luglio 1986, n. 349 ed è membro dell'EFAH (European Federation Against Hunting).


www.abolizionecaccia.it


CORRIDE


Movimento Internazionale contro le corride


Sorprendentemente, nel XXI secolo, la corrida è praticata ancora in molti paesi del mondo, per la vergogna di tutti coloro che dicono che viviamo in un mondo evoluto e civile. Questi spettacoli barbari altro non sono che reminescenze del lontano Medioevo.

Tuttavia, questi spettacoli continuano ancora ad esistere grazie a potenti lobby che le appoggiano. Tali lobby mantengono questo business sanguinario per puro lucro, al costo della tortura, sofferenza e morte degli animali. Esse ricevono l'appoggio dei governi nazionali e delle amministrazioni locali, ricevono finanziamenti da imprese desiderose di promuovere il proprio marchio per attribuirgli un "sapore culturale", e hanno l'appoggio dei mezzi d'informazione e delle riviste mondane a cui piace mostrare le immagini degli eroi della corrida, senza tenere in minima considerazione la sofferenza inflitta agli animali.

Nonostante negli ultimi anni ci sia stato un aumento di consapevolezza sul problema da parte del pubblico (i sondaggi di opinione indicano che la grande maggioranza dei cittadini di tutto il mondo è contraria alle corride), questa minoranza continua ad arricchirsi torturando tori e cavalli. Sono ben noti i suoi tentativi di esportare questo sporco business sanguinario in altri paesi. Le corride di beneficenza per raccogliere fondi per i bambini del terzo mondo, per la ricerca sul cancro, etc., sono altri tentativi appariscenti per divulgare questo "sport" e dargli una parvenza di rispettabilità. Come se ciò non bastasse, perfino la Chiesa Cattolica non condanna questi spettacoli, al contrario, è consuetudine che le corride siano fatte in "onore" dei santi, con l'approvazione del clero.

La verità è che non esiste alcuna giustificazione morale per rifiutarsi di prendere in considerazione la sofferenza di un essere vivente, sia esso umano o non umano. Gli animali sono esseri senzienti che provano gioia, felicità, paura e dolore, proprio come gli esseri umani. Non abbiamo alcun diritto di farli soffrire per il nostro "divertimento". Se qualunque tortura inflitta ad un animale merita di essere condannata, le corride sono il peggior tipo di tortura perché sono fatte in nome dell'intrattenimento.

Dobbiamo smetterla di torturare gli animali e dobbiamo fermare per sempre questi spettacoli di brutalità e violenza. Un piccolo passo separa coloro che torturano gli animali e infliggono loro sofferenze, dal fare lo stesso sui propri simili.

Jeremy Bentham una volta disse: "Non importa se essi possono ragionare; non importa se essi possono parlare; ciò che importa è se essi possono SOFFRIRE".

www.iwab.org

 


CULTURA E FORMAZIONE



La Saggezza di Chirone

Letteratura, Filosofia, Etica, Poesia e Animali


IL DOVERE SUPREMO È RISPETTARE GLI ESSERI SENZIENTI, 
LOTTARE IN LORO DIFESA E PERCEPIRE IL 
NON UMANO COME PARTE DI NOI STESSI


Quando la luce di Zeus splendette sul volto di Chirone e gli annunciò 
che era divenuto  mortale, il centauro fu felice. Anche Aristeo, figlio di Febo, il più saggio
 tra gli uomini, aveva patito il male. Chirone desiderava il nulla. La fine del dolore fisico e morale.
Zeus aveva  accettato lo scambio: Prometeo sarebbe diventato immortale e lui mortale.
Il semidio, mezzo cavallo e mezzo uomo, unico tra gli esseri viventi, scelse di svanire dal cerchio
dell’Essere: il dolore del mondo era troppo.

www.lasaggezzadichirone.org


visita anche: www.bailador.org


PET THERAPY


 

www.siua.it

 

PET THERAPY : L’APPROCCIO ZOO ANTROPOLOGICO



Intervista al Prof. Roberto Marchesini

(a cura di Massimo Terrile)

 

Professor Marchesini, può chiarirci cosa si intende per approccio zoo antropologico?

 

            La zoo antropologia è una disciplina che nasce all’interno della filosofia post-umanista. Quindi non è comprensibile dall’approccio tradizionale antropologico, psicologico, o dalle filosofie umaniste, in quanto è un rifiuto totale, radicale, dell’antropocentrismo. Vi sono tre tipi di antropocentrismo.

            L’antropocentrismo etico, tradizionale, il più noto, dove si ritiene che l’uomo è portatore di diritti, ma non gli animali. Secondo tale approccio, solo l’uomo è agente e paziente morale,  e gli animali possono al limite essere trattati “bene” come lo può essere un oggetto. Esistono delle teorie del welfare animale che riconoscono la possibilità di un miglior trattamento dell’animale, ma solo in quanto ciò permette di migliorare la qualità o quantità dei suoi “prodotti”. Ciò è stato rifiutato dalle filosofie antispeciste umaniste tradizionali, ovvero sia dall’utilitarismo singeriano, sia  dal jusnaturalismo reganiano. Queste, a partire dalla metà degli anni 70 circa, si sono soffermate soprattutto sul mettere in discussione che solo l’uomo possa essere paziente morale, iniziando a vedere anche le forme non umane in tale veste. Hanno quindi cercato di superare una logica specista che emarginava il “non umano” per il solo fatto di essere tale, non rendendolo degno di poter essere paziente morale. Non sono state però messe in discussione altre due coordinate dell’antropocentrismo. L’antropocentrismo epistemologico e quello ontologico.

            L’antropocentrismo epistemologico parte dall’idea che si può utilizzare la dimensione umana come un parametro “universale”, una metrica per misurare “l’altro”. Il che porta alla antropomorfizzazione della realtà, ed al considerare la semiotica e la prospettica come “esperanto”, ossia come strumenti che valgono in maniera trasversale e che possono essere utilizzati per individuare il benessere, il diritto, il dovere, la moralità ristretta, quella allargata, ecc.. In sintesi, tutto. L’idea che prende corpo negli anni ’80 è di considerare invece l’umano come una delle tante specializzazioni ontiche. Ossia “una” prospettiva, e non “la” prospettiva. Vale a dire che l’uomo non è la misura del mondo, e non è contenitore di mondo! Quindi l’alterità è portatrice di prospettiche differenti, che l’uomo non ha. Si mette pertanto in discussione  che la diversità animale sia “minorità”, che l’eterospecifico possa essere considerato approssimazione all’uomo, e che l’uomo possa considerare di fare il bene dell’animale attraverso un processo “emancipativo” dell’animale. Si mettono quindi in discussione le teorie Tom Regan (diritto naturale) e di Peter Singer (interessi).

            L’antropocentrismo ontologico ritiene inoltre che i predicati umani siano costruiti dall’uomo in autarchia. Ossia siano o una sua emanazione, come la luce dal sole, diretta conseguenza delle caratteristiche dell’Homo sapiens, o che le “mancanze”, per compensazione, diano i predicati umani. Viene messo in discussione, in questo caso,  che i predicati umani non siano il frutto dell’ibridazione con l’alterità animale. Il che vale ad affermare che l’incontro con l’animale abbia modificata la prospettica umana, creando un “antropodecentrismo”. Gli “enti” (esseri viventi) non possono quindi più essere considerati come isolati, ma come coniugati. E quindi solidali nei destini ontologici, e non solo nei destini ecologici!

            La filosofia post-umanista rappresenta quindi un rifiuto netto della filosofia che va dal ‘400 agli inizi del 900. E’ un ribaltamento completo, che scardina non solo l’antropocentrismo etico, ma anche i due punti di appoggio dell’antropocentrismo, quello epistemologico e quello ontologico.

            La zoo-antropologia nasce quindi da questo. E’ naturalmente un’alternativa fortissima alla zoo-tecnologia. Punto fondamentale (della zoo-antropologia) è che gli animali domestici non sono stati addomesticati dall’uomo, bensì che tutte le specie si siano domesticate reciprocamente, attraverso processi di ibridazione. E’ una rilettura completa del processo di domesticazione. Tale processo non è stato quindi un atto di sopruso nei confronti di alcune specie animali, ma il momento in cui alcune specie animali hanno avuto un’alleanza parentale con l’uomo. Per cui non è solo il cane “domesticato”. E’ anche l’uomo “domesticato”. Il cane ha iniziato ad imparare dall’uomo, l’uomo dal cane, ecc…

            Questa convergenza è stata tradita dal post-neolitico, dopo la costruzione delle prime macchine. In quel momento l’uomo ha iniziato non più a considerare l’animale ma, ma l’animale “machine”. La macchina era stata pensata come lo spazio animale riempito dallo strumento animato (pensato sul modello animale).  Dopo di che avviene il ribaltamento: è l’animale che viene pensato sul modello-macchina. Questo concetto viene formalizzato con Cartesio (Renè des Cartes, 1596-1650, ndr), ma è già nelle premesse del post neolitico. Quando si affermano le grandi macchine (le grandi civiltà nascono come grandi civiltà delle macchine), si afferma un modello machine che va ad informare il modello dell’animale. Ma è un tradimento di quello che era stata la relazione uomo-animale. Noi non possiamo sapere se la domesticazione che oggi conosciamo sia nata attraverso l’adozione di un cucciolo di animale da parte umana o di un cucciolo d’uomo da parte animale. Nella stragrande maggioranza le mitologie ci parlano invece dell’adozione di un cucciolo d’uomo da parte di una lupa: è da li che nasce la civiltà? Noi non lo sappiamo, ovviamente, ma è certo che si tratta di un atto parentale. Anche quando una donna si porta al seno un cucciolo di animale non lo fa su una visione strumentale, ma su una visione parentale. Prima che  si costituisca la “partnership”, l’uomo non può infatti immaginare che il cane gli servirà in futuro a molte cose. Quindi, tutte le spiegazioni “a posteriori” della zootecnia sono assolutamente errate.

 

Non ritiene che la pet therapy, comunque realizzata, sia uno sfruttamento dell’animale non umano? Come è possibile oggi rapportarsi all’animale non umano senza sfruttarlo?


            Il punto fondamentale è che ci troviamo in una società che ha con l’animale un rapporto zootecnico. Sia per quanto riguarda la formazione (zootecnica) dei veterinari, degli addestratori, degli allevatori, sia di tutto il personale che si occupa di animali. Infatti si dice “animale da compagnia”, “animale da affezione”, “animale da reddito”, ecc.. La preposizione “da” indica già la strumentalizzazione. Diciamo che siamo contro lo sfruttamento degli animali. E’ ovvio. Ma bisogna anche essere contro “l’utilizzo” degli animali. Perché l’animale “utilizzato” è trasformato in un mezzo, in uno strumento, è reificato, è mercificato, diventa un oggetto e non è più un soggetto. Siamo contro l’utilizzo dei soggetti. Che siano bambini, donne, uomini, cani o cavalli, il soggetto va trattato come soggetto. Quindi non può e non deve essere “utilizzato”. Sono le macchine, gli strumenti, che vengono utilizzati.

            Ci sono state porte chiuse ovunque per quanto riguarda lo sviluppo della zoo antropologia. Proprio perché parla di relazione con l’animale, e di beneficio che deriva dalla relazione, e non dall’utilizzo! Il beneficio che deriva dalla relazione prevede innanzitutto che l’animale sia coinvolto e non “utilizzato”, che tragga piacere, e lui stesso tragga beneficio da quello che sta facendo. Il coinvolgimento è il punto centrale della relazione. Se voglio insegnare qualcosa a mio figlio, lo devo coinvolgere. Non posso pensare di “usarlo” per fargli fare qualcosa. Se hai di fronte un soggetto, non lo puoi trattare come se fosse un oggetto. Il soggetto va coinvolto. Lui per primo fa quella cosa perché gli interessa, perché è gratificato al farla, ne trae piacere e beneficio.

            Questo va chiaramente in rotta di collisione con l’approccio zootecnico. Anche le persone sono abituate a pensare al beneficio come una “prestazione” che l’animale dà loro. Ossia non pensano che il beneficio deriverà dalla loro corretta e adeguata costruzione relazionale. Ma pensano che l’animale produrrà delle prestazioni, anche solo facendoli ridere, rilassare, passare un momento diverso, fare del movimento, accarezzarlo. Ciò che loro immaginano è un beneficio performativo, non un beneficio relazionale. Il beneficio relazionale è invece quello che deriva dallo stare con un maestro che ti fa intraprendere un percorso di cambiamento facendoti fare determinate cose. L’altro che in relazione con me mi aiuta e mi fa crescere sotto certi aspetti. Perché mi sollecita, mi esercita, mi sostiene, mi da dei suggerimenti, ecc.. Questa è la base della zoo antropologia. La relazione non produce delle prestazioni, ma produce delle referenze. Ossia deicontributi di cambiamento.

            E’ chiaro che occorre modificare profondamente l’opinione comune, che non solo non è “animalista”, ma è zootecnica. Anche nel suo immaginario. L’opinione comune pensa al “cane di razza”, all’animale “da”, all’addestramento “per” fare la pet therapy, in un approccio totalmente zootecnico. D’altra parte è importante far capire che gli animali domestici non possono essere aiutati semplicemente liberandoli dall’uomo. Bensì costruendo delle relazioni corrette con l’uomo.   Hanno bisogno dell’uomo come l’uomo della donna e viceversa. Non aiuto una donna liberandola dall’uomo, ma mettendola in grado di costruire una relazione corretta con l’uomo, e viceversa. Un fringuello, uno scimpanzé, un delfino, devono essere lasciati nel loro mondo, e questo mondo deve essere salvaguardato, perché è lo spazio selvaggio, il loro ecosistema. Quale è l’ecosistema del cane, della capra, del maiale? E l’ecumene. Non possono essere salvati mettendoli in un ecosistema che non hanno. Allora ecco che nasce il concetto di cittadinanza. Non chiamo più lo spazio dell’uomo col termine di antroposfera. Ma di ecumene. Vale a dire che è l’ecosistema dell’uomo, ma anche del cane, del maiale, del cavallo, dell’asino, ecc..

            Dobbiamo dunque allargare la cittadinanza animale. Il che significa anche fa comprendere all’uomo quanto ha bisogno dei suoi compagni di viaggio. Ossia iniziare a valorizzare… Il grosso rischio era che lavorare solamente sullo “statuto” dell’animale (… è paziente morale, va rispettato, ecc..) implicava l’idea che fossero necessarie determinate risorse per rispettarlo. Ovvero, ci si aspettano delle prestazioni zooiatriche di un certo tipo, un modo di allevamento di un certo tipo, ecc.. La voce  “uscita” aumenta. Ma se non c’è una percezione di valore, non c’è nemmeno la disponibilità a sopportare gli oneri. E quindi a mettere delle risorse.

            Questo è quello che avverto nella concezione pietistica dei canili. L’amministrazione (pubblica, ndr) lo fa perché sa di avere un elettorato. Ma lo fa di nascosto perché sa che dare soldi ad un canile significa portare via soldi ad altre iniziative. Scuole, asili, ecc.. Ma questo è profondamente sbagliato. Se ho una chiara consapevolezza di valore, so che quando lavoro per gli anziani sto lavorando anche per gli animali e per i bambini. Quando lavoro per i bambini, sto lavorando anche per gli altri, e così via. Il concetto di rete sociale significa in pratica che tutti gli enti valorizzati dalla rete sociale sono dei punti che sostengono gli altri punti della rete sociale. Se comprometto un punto della rete sociale, tutta la rete sociale implode. Non posso pretendere di tener su un punto se non tengo su anche gli altri. E’ come un castello di carte.

            Non si è ancora sufficientemente lavorato per far capire all’uomo quanto ha bisogno della relazione con l’animale. Quanto sia importante per lui questa relazione. Nel momento in cui si investe sulla relazione con gli animali, e passa da una visione performativo - zoo tecnica ad una visione zoo antropologica , non si fa solo un atto pietistico, ma soprattutto un atto che salvaguarda la propria realizzazione, perché costruisce i propri predicati. Ma questo significa passare da una concezione di animale ospite, ad una concezione di animale cittadino. Cosa vuol dire “anagrafe canina”? Significa che quel soggetto è anagrafato. Ma allora deve avere anche dei diritti di cittadinanza. Altrimenti è solamente “schedato”.  L’anagrafe diventa cittadinanza se riconosco il suo diritto di muoversi all’interno della città, di avere degli spazi dedicati, di non avere delle barriere zoo antropologiche, di essere riconosciuto come cittadino a pieno titolo, non come ospite, o come clandestino. 

 

Riterrebbe opportuno utilizzare per la pet therapy animali non umani che abbiano bisogno di rapporti con gli umani, ad esempio cani abbandonati, randagi, gatti, uccelli, ecc..


            Innanzi tutto non bisogna mai parlare di “utilizzo” ma di “coinvolgimento”.  Altrimenti si ricade nella visione zootecnica. La zootecnia ha messo delle radici così profonde nel nostro pensiero che l’animale è sempre visto come regressione dell’uomo. Gli animali vanno coinvolti nella misura in cui riescono ad essere coinvolti in una certa situazione. Io non posso chiedere a qualcuno che non è in grado di stare in una certa situazione di starci. Devo pensare di costruire delle situazioni di coinvolgibilità. Vale a dire: li ci sto stare, mi fa piacere starci, ciò che avviene è nelle mie aspettative di gratificazione. Ad esempio io sono contrario alle forme di apprendimento basate sul far fare al cane delle cose che lui non vuole fare, ed alla fine dargli un bocconcino. Questo è uno scambio che assomiglia molto alla prostituzione. Io propongo il percorso che l’attività deve essere sempre coerente con le motivazioni de cane.   Devo capire cosa vuol fare il cane, e proporgli  una attività in linea con le sue corde motivazionali. Delle attività che siano pedagogiche, o che siano terapeutiche, realizzate attraverso il consenso dell’altro. Faccio solo un esempio rivolto ai bambini: se noi facessimo fare nelle scuole una pedagogia dove i bambini fanno l’attività didattica, magari attraverso la raccolta non delle figurine dei calciatori (che utilizza male le motivazioni del bambino), ma delle conoscenze (il bambino ama fare attività di raccolta), farei fare attività didattica sotto una forma (sillegica) che piace al bambino. Io lavoro sempre sulle corde motivazionali. Mai ti costringo, mai ti ordino, mai ti chiedo e mai ti faccio fare quella cosa che non vuoi fare solo perché c’è una ricompensa! Io ti faccio fare sempre quello che tu vuoi fare. Naturalmente, sotto forma disciplinare. La libertà sta nella accettazione di regole condivise. Non in una assenza di regole.

            E’ chiaro che dobbiamo cercare di far si che la relazione con l’animale sia pubblica e non privata. Che coloro che hanno un cane vivano quella relazione all’esterno, e non in modo claustrale. A volte anche la casa può diventare una prigione. Dorata, ma una prigione. Abbiamo bisogno di una dimensione di pet ownership (affidamento, ndr) pubblica. Non privata. Sol così avremo la cittadinanza. Su questo dobbiamo lavorare ancor prima di altre cose, perché se i cani hanno la possibilità di vivere all’esterno e di socializzare, diventeranno soggetti pro-sociali. Se un cane lo tengo costantemente in casa, avrà dei problemi.

            Ogni animale ha le sue caratteristiche, io devo sempre considerarlo come centro, per cui mentre la trasferta è qualcosa di piacevole per il cane, che segue l’uomo raccoglitore del paleolitico, per il gatto è diverso. Il gatto non ama la trasferta, e deve essere rispettato in questa sua esigenza. E’ chiaro che mi rivolgo a partner differenti. Dove “lui” è il centro delle sue esigenze, delle sue richieste e dei suoi diritti.

 

 Come è possibile mettersi al riparo da “cooperatori” che non condividono queste linee di pensiero? Esistono profili definiti per tali ruoli applicati in maniera scientifica e rigorosa?


            La zoo antropologia si basa proprio sulla consulenza. Si valuta una persona con il suo cane, il suo gatto, ecc.. e si verifica se la relazione sia magari carente sotto certi profili … Ad esempio: per te il cane è solo un figlio al quale non fai mai fare delle attività collaborative, ma il cane ama fare attività collaborative. E’ un animale di gruppo, di branco, di squadra. Il piacere della squadra è fare delle cose insieme.

            Il punto chiave è Carta Modena (1). L’importante è avere finalmente un documento che dia una alternativa alla zootecnia. Fino ad ora Carta Modena ha avuto l’adesione di tantissimi enti. Non so fino a che punto sia chiara a tutti. Ma a me interessa arrivare a livello nazionale a dire: signori, esiste qualcosa di diverso dalla zootecnia. Secondo una ricerca dell’Istituto Superiore della Sanità, come formazione SIUA (2) abbiamo coperto oltre l’80% della formazione pubblica e privata. Questo è importante. Molti comuni, come quello di Roma, hanno dato l’adesione a Carta Modena, così come l’ordine degli Psicologi e degli Assistenti sociali, ecc.. Per ora sono solo adesioni, ma molto importanti, perché Carta Modena stabilisce innanzitutto un approccio mentalisticoall’animale, come essere dotato di una mente, e non come l’approccio tradizionale dell’etologia classica o del comportamentismo che si basa sui condizionamenti e sul ritenere che il comportamento animale sia frutto dell’istinto!

 

Nella Carta Modena, l’art. 9 parla di “benefici dall’attività svolta”. All’art. 5 si parla invece di tutela del benessere “a fine carriera”. Forse questi termini potrebbero maturare…


            Sì, ci sarà un “fine carriera”, ma questo articolo è fondamentale. Ci ha messo contro tutti gli zootecnici. Perché significa che, qualunque animale tu sia, quando sei entrato in una filiera zoo antropologica non ne esci più. Non potrai mai più essere macellato! Non potrai mai più entrare in una filiera zootecnica! Diventi una persona! Ti devono mantenere a vita! Questo significa distruggere qualunque possibilità di utilizzo zootecnico degli animali coinvolti nella pet therapy. Mentre la stragrande maggioranza delle fattorie socio-didattiche fanno prima fare attività di relazione col maialino, poi di degustazione (del maialino!).

 

Note.


(1)                “Carta Modena 2002” è stata resa pubblica da tempo con il patrocinio del Ministero della Salute, la Federazione        Nazionale Ordine dei Medici Veterinari (FNOVI), la Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia        (SCIVAC), e l’Istituto Italiano di Bioetica.


(2)               Vedere: www.siua.it e spaziopernoi.it

 

 


RICERCA



RicercaSenzaAnimali.org


RicercaSenzaAnimali.org è una campagna che si propone di informare i cittadini sulle attività delle associazioni che finanziano la ricerca medica e in particolare sulla destinazione delle donazioni che esse ricevono. Tale conoscenza è per tutti noi un diritto ed una necessità. Solo scegliendo con consapevolezza è possibile aiutare davvero i malati e al contempo salvare la vita di tanti animali: infatti, molte persone non sanno che la loro donazione per la ricerca contribuisce al finanziamento di esperimenti su animali che non sono utili per i malati.

L'obiettivo della campagna RicercaSenzaAnimali.org è una ricerca medica di base realmente efficace per gli esseri umani. Un numero sempre più vasto di scienziati sostiene infatti che la ricerca su animali, inutile nella migliore delle ipotesi, è spesso fuorviante e dannosa, e trasformi l'essere umano nell'unica vera ed inconsapevole cavia di ogni nuova cura e di ogni nuovo farmaco.

 

 

Dalla parte dei malati, della scienza, e degli animali:
come salvare delle vite senza sacrificarne altre.
Perché nel ventunesimo secolo non c'è più
posto per gli esperimenti sugli animali.


Questa campagna è promossa da LIMAV - Medici Internazionali


www.ricercasenzaanaimali.org

 


Novivisezione.org


Antivivisezionismo in Italia e in Europa


Il sito Novivisezione.org è un punto centralizzato di raccolta di informazioni sull'antivivisezionismo, in Italia e in Europa. Contiene un'introduzione alle tematiche antivivisezioniste, molti articoli di approfondimento, statistiche, leggi, una sezione "cosa puoi fare tu" per partecipare in prima persona, oltre a notizie sempre aggiornate su tutte le campagne in corso in Italia.


www.novivisezione.org