FAC SIMILE DI ATTO DI DENUNCIA PER MALTRATTAMENTI




Atto di denuncia

 

 

Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale  di ________________________________

 

c.c. :


Al Comando Stazione Carabinieri di _______________________________________________________

 

 

Il sottoscritto denuncia quanto segue:

 

 

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Considerato dunque che il fatto suddetto è configurabile come reato di maltrattamento di animali in base alla legge 20 luglio 2004, n. 189, che istituisce il Titolo IX-bis del codice penale “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”, ovvero in base all’art.727 del codice penale, modificato dalla legge 20 luglio 2004, n. 189, il sottoscritto porge la presente denuncia nei confronti dei responsabili / di ignoti chiedendone la perseguibilità penale. 
 

 

A tale scopo si evidenzia che (come già previsto nel precedente articolo 727 c.p., reato contravvenzionale e procedibile d’ufficio, a suo tempo  integralmente rielaborato e riformulato con la legge 22 novembre 1993, n. 473) la nuova legge 20.7.2004 n. 189, oltre a punire il maltrattamento degli animali “per crudeltà o senza necessità” prevede espressamente l’impossibilità di sottoporre gli animali a comportamenti o fatiche o lavori insopportabili per la caratteristica di razza e struttura dell’animale. Del pari è vietata, nel nuovo art. 727 riformulato in base alla legge suddetta, la detenzione non idonea dell’animale che provochi gravi sofferenze, o l’abbandono degli animali domestici o che abbiano acquisito abitudine alla cattività.

Si fa inoltre presente che la norma contenuta nella legge deve intendersi diretta a tutelare gli animali da forme di maltrattamento e di uccisione gratuite in quanto esseri viventi capaci di reagire agli stimoli del dolore,  per ovvia estensione dellasentenza della Corte di Cassazione Sez. III Penale – ud. 14 marzo 90 – Est. Postiglione (5). In tale sentenza, infatti, si sancisce – in riferimento alla precedente normativa, ossia l’ex art. 727, ora incorporata nella nuova legge - “… detta norma deve essere intesa come diretta alla tutela dell’animale in quanto tale, e cioè essere vivente”.

Da cui le massime tratte da tale sentenza per cui:

 

a)                il reato di cui all’art. 727 (e quindi a maggior ragione quelli previsti dalla nuova normativa, più estensiva della precedente) in considerazione del tenore letterale della norma (maltrattamento) e del contenuto di essa (ove si parla non solo di sevizie, ma anche di sofferenze ed affaticamento) tutela gli animali in quanto autonomi esseri viventi , dotati di sensibilità psico-fisica e capaci di reagire agli stimoli del dolore, e

b)                 che non sono punibili soltanto quei comportamenti che offendono il comune senso di pietà e mitezza verso gli animali, o che destino ripugnanza, ma anche quelle condotte ingiustificate che incidono sulla sensibilità dell’animale, producendo un dolore fisico o psichico, pur se originate non dalla volontà di infierire, ma da abbandono o incuria.

 

E ancora, si veda la massima della Cass. Penale, Sez. III, ord. N. 1776 – ud. 22 ottobre 1992 in c.c. – Pres. Papillo – Est. Postiglione – Imp. Geiser e Felderer, “..il reato di cui all’art. 727 del c.p., prendendo in considerazione il concetto ampio di maltrattamento, non punisce solo gli atti di torture, sevizie, crudeltà caratterizzati dal dolo, ma anche quei comportamenti colposi di abbandono e incuria, che offendono la sensibilità psico-fisica degli animali quali autonomi esseri viventi, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle attenzioni amorevoli dell’uomo. Gli animali, anche se usati per lavoro, devono essere tenuti nel rispetto delle leggi naturali e biologiche, assicurando che intorno ad essi sussistano condizioni che non superino determinati limiti o soglie di dolore. Di conseguenza la carenza di cibo, la bassa temperatura, la costrizione in ambienti ristretti o addirittura con catene,  un locale buio, etc... possono costituire comportamenti di vero maltrattamento sanzionato penalmente”.

Ricorda infine la circolare n. 559/LEG/200.112 bis del 1994 del Ministero dell’Interno relativa alla riforma effettuata con la legge 22 novembre 1993, n.473, con la quale è stato modificato l’art. 727 c.p., la quale, data l’abrogazione dell’art. 70 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) recita “ …sono vietate, per fare altri esempi, le corse con pungolo acuminato, i combattimenti di animali, le corride ed ogni altro spettacolo o trattenimento che comporti strazio o sevizie di animali”. 

 

 

         Il sottoscritto pertanto denuncia e per quanto occorre querela l’autore (o gli autori) dei fatti sopra esposti, chiedendone la punizione per il reato di cui alla legge 20 luglio 2004 n. 189, ovvero per l’art. 727 c.p., o per gli altri reati che in tali fatti saranno ravvisati riservando la costituzione di parte civile, e chiede inoltre di  essere avvisato in caso di archiviazione della presente ex art. 408 c.p.p.

 

Il sottoscritto richiede inoltre che venga immediatamente interrotta l’azione denunciata  e che venga effettuato il sequestro cautelativo dell’animale per interromperne le sofferenze.

 

P.S. Si nega il consenso alla divulgazione delle generalità e dei dati anagrafici dell’autore della presente denuncia.

        

                                                                                              Si ringrazia

 

Data:                                                                  firma:

 

Luogo:                                                                

 

 

Si indicano quali persone informate sui fatti le seguenti:

 

 

 

 

 

 

 

Si allegano i seguenti documenti:

 

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GIURISPRUDENZA - SENTENZE CORTE DI CASSAZIONE


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