ENTRO IL NOVEMBRE 2017 LA DIRETTIVA 2010/63 SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI USATI NEGLI ESPERIMENTI SCIENTIFICI DOVRA' ESSERE RIVISTA DALLA COMMISSIONE EUROPEA ER ADEGUARLA AI PROGRESSI DELLA SCIENZA.

CON L'OCCASIONE SI CHIEDE LA REVISIONE DI ALCUNI ARTICOLI RITENUTI INCOMPATIBILI CON I PRINCIPI DEI TRATTATI DELLA UE . 

IL RESENTE APPELLO E'STATO INVUATO A TUTTI I MEMBRI ITALIANI DEL PARLAMENTO EUOPEO.

GRAZIE A CHI SOSTERA' TALE APPELLO SCRIVENDO DIRETTAMENTE AI PARLAMENTARI DI PROPRIA PREFERENZA. 

 

REVISIONE DELLA DIRETTIVA 2010/63

‘SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI UTILIZZATI A FINI SCIENTIFICI’

APPELLO AI PARLAMENTARI ITALIANI

2 OTTOBRE 2017

Gentili Onorevoli,

 

come è noto, la direttiva 2010/63, che dovrà essere riesaminata entro il 10 novembre 2017 (art. 58), è l’unica norma UE posta a ‘protezione’ degli animali per quanto riguarda il loro utilizzo a scopo scientifico, imposto - per contro -  dai regolamenti per l’immissione in commercio di farmaci e sostanze chimiche.

Tale norma presenta aspetti che possono definirsi illegittimi alla luce di altre norme di rango para-costituzionale per i Paesi membri della UE, con particolare riguardo ai diritti dei cittadini contenuti nella ‘Carta dei diritti fondamentali’ (Trattati dell’Unione) quali la libertà di pensiero, di coscienza e di religione (art. 10). Inoltre, in base all’art.13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione gli Stati membri sono invitati ‘ ….a tener pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale’.

Non si vede pertanto come gli Stati membri possano legiferare in merito laddove norme di rango inferiore (come la direttiva 2010/63) vietino l’emanazione di ‘misure nazionali più rigorose’ (art. 2) a favore del benessere e del rispetto degli animali non umani. 

 

In base a tali considerazioni, le disposizioni della direttiva 2010/63 di cui si chiede primariamente la modifica o l’abolizione al fine di rispettare i Trattati della UE sono le seguenti:

 

1)                  Modifica dell’art. 2 per quanto concerne il divieto per gli Stati membri di legiferare sulle

            ‘misure più restrittive’;

2)                  Abolizione della deroga all’utilizzo di animali randagi e selvatici delle specie domestiche

            (art. 11, comma 2° e 2b);

3)                  Obbligatorietà dei metodi alternativi validati anche per la ricerca di base (modifica dell’art.

            13);

4)                  Obbligatorietà dell’uso di metodi sostitutivi per l’insegnamento superiore o la formazione

            (modifica dell’art. 13);

5)                  Possibilità di vietare a livello nazionale ‘taluni metodi’ (es. quelli facenti parte dell’Allegato

            VIII) senza limiti di tempo (modifica dell’art. 13);

6)                  Eliminazione dei possibili confitti di interesse negli OPBA e obbligo alla pubblicazione del

            parere individuale dei membri (art. 26);

7)                  Istituzione di una road-map coordinata dall’EURL-ECVAM per orientare la ricerca di

            metodi sostitutivi tra gli Stati membri (modifica art. 47);

8)                  Inserimenti nei ‘Comitati nazionali per la protezione degli animali’ di almeno 2 esperti in

            ‘approcci alternativi’ (art. 49).

 

Grazie per la Vostra attenzione

Movimento Antispecista – e-mail: ma@movimentoantispecista.org