La sottostante lettera è stata inviata ai Parlamentari nazionali che hanno mostrato interesse ai temi antispecisti. Grazie a quanti vorranno indirizzarla ai Parlamentari di propria preferenza. Non è necessario citare la fonte.

 

(Logo e data)

Gentile Onorevole,

è noto come durante il periodo di fine anno o in occasione di varie festività si faccia uso di fuochi artificiali e mortaretti, contravvenendo inoltre spesso alle normative nazionali. Con ciò si cerca forse di tramandare una cultura che ritiene ‘positivo’ perpetuare vecchie tradizioni che mascherano spesso l’interesse economico ad esse connesso. Affinché una tradizione possa essere ritenuta parte del bagaglio culturale che valga la pena di tramandare e non sia solo una pedissequa ripetizione del passato, occorrerebbe che essa fosse ancora accettabile dal punto di vista scientifico e morale. Sebbene gli usi e i costumi possano essere fonti del diritto, occorre quindi che le Istituzioni scelgano cosa ancora mantenere delle usanze nazionali e che cosa abbandonare o trasformare, analizzandone i contenuti.

Fuochi artificiali e mortaretti sono pericolosi sia per il disturbo della quiete pubblica, sia per l’incolumità pubblica, sia per il rischio che possano provocare, come molto spesso avviene, danni a cose, esseri umani e non umani. In particolare, per questi ultimi, rumori eccessivi li spaventano e li feriscono, provocando reazioni imprevedibili e mettendo a rischio la loro incolumità e quella delle persone. L’eventuale danno fisico o psichico subito da entrambi non può quindi non essere ritenuto dal legislatore un evento prevedibile, limitabile e un reato sanzionabile.

Le conoscenze della zoologia e dell’etologia, negli ultimi decenni, hanno fortemente influenzato la morale nei confronti degli animali non umani, con riflessi notevoli anche nella sfera giuridica. Per tali ragioni si è già posto fine da tempo a spettacoli pubblici violenti o offensivi nei confronti di questi ultimi e si invoca a livello comunitario il considerarli ‘esseri senzienti’ (v. art. 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea – T.F.U.E.), principio che deve ancora trovare piena applicazione nella legislazione nazionale al riguardo. Come è noto, i principi stabiliti dai Trattati della UE sono norme a carattere sovraordinato rispetto alle altre normative comunitarie (es. regolamenti e direttive) e in base all’art. 117 della Costituzione italiana anche rispetto alla legislazione nazionale. Quest’ultima non può quindi essere considerata armonizzata a tali principi - come prevedono i suddetti Trattati - laddove consenta, anche indirettamente, maltrattamenti, lesioni, o danni letali agli animali non umani. Salvo quanto purtroppo ancora consentito dalle ‘leggi speciali’ alle quali si fa riferimento all’art. 3 della Legge 189/2004.

Quanto previsto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza  - T.U.L.P.S. (1), dove si consente alle autorità locali di P.S. di autorizzare l’utilizzo di fuochi artificiali in zone abitate (dagli umani) o nelle loro adiacenze, senza tenere in alcuna considerazione gli animali non umani, dovrebbe pertanto essere armonizzato con il principio espresso all’art. 13 del T.F.U.E. , tenuto altresì conto che gli eventuali danni loro arrecati, anche involontariamente, possono integrare il reato di maltrattamento previsto dal Titolo IX bis del Codice Penale, istituito dalla legge 189/2004, in quanto trattasi di lesioni (o morte) cagionate, come contemplato dall’art. 544 bis, ‘senza necessità’ o per ‘crudeltà’ e indubbiamente per colpa grave.

Per analogia, andrebbe armonizzata a tale principio del T.F.U.E. anche la stessa legge 189/2004 - laddove prevede all’art. 3 comma 1 l’inapplicabilità della norma alle ‘manifestazioni storiche e culturali’ autorizzate dalle Regioni competenti, venendo così a negare ai cittadini (e agli animali non umani) quella ‘tutela’ che costituisce lo scopo e lo spirito della norma stessa.   

 

 Molti Comuni hanno già da tempo vietato tale usanza, estendendo a tutto il loro territorio le limitazioni previste dal T.U.L.P.S. o vietando in assoluto l’uso di fuochi artificiali. Considerando che esistono fuochi artificiali non rumorosi e non pericolosi, che la sensibilità umana si evolve di pari passo con le conoscenze scientifiche e che moltissimi cittadini sono contrari al disturbo e ai rischi causati da tali apparecchiature, si rivolge pertanto un pressante appello ai Parlamentari nazionali affinché venga effettuata una proposta di legge che integri il testo dell’attuale T.U.L.P.S. nel senso di ‘vietare altresì l’utilizzo di fuochi artificiali tali da poter causare effetti nocivi animali domestici o selvatici’ in virtù dello status di ‘esseri senzienti’ loro riconosciuto dalle norme comunitarie e siano altresì eliminate nell’art. 3 comma 1 della legge 189/2004 le parole ‘Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente.’

________________________________________________________________________________

  1. Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (18/6/1931, n.773, aggiornato al 31/3/2003).

Art. 57 (ex art. 56 T.U. 1926): ‘Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi armi da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa. È vietato sparare mortaretti e simili apparecchi.’

________________________________________________________________________________

Grazie per l’attenzione.

Cordiali saluti.

Indirizzo e firma